Oggi, 1 marzo 2020, intorno alle 2:30, un giovane quindicenne ed un complice, di diciassette anni, avrebbero tentato di rapinare del rolex un carabiniere fuori servizio che viaggiava con la sua fidanzata per le vie del capoluogo campano.

Ancora da definire la dinamica esatta ma stando alle dichiarazioni del carabiniere, 23 anni, in servizio a Bologna che si trovava a Napoli per questioni familiari, i due malviventi avrebbero affiancato la vettura su cui si trovava con la fidanzata chiedendo di lasciare il Rolex che aveva al polso.

Dopo la richiesta sarebbe nata una accesa discussione che avrebbe portato il quindicenne a puntare una pistola da soft air (utilizzate spesso nelle rapine perché, pur essendo pistole "giocattolo" riprendono in ogni particolare, dal materiale alla forma, alle sigle ai rumori metallici di scarellamento ecc... le pistole reali) a questo punto anche il militare avrebbe estratto l’arma di ordinanza che portava con se e avrebbe aperto il fuoco colpendo tre volte l’aggressore.

Il complice della rapina, illeso, è immediatamente fuggito (anche se è stato ritrovato pochissimo tempo dopo).

Veloci i soccorsi intervenuti per cercare di salvare il giovanissimo, sforzi purtroppo inutili. Il quindicenne è infatti deceduto alcune ore dopo l’arrivo al pronto soccorso e l’immediato trasporto nel reparto di terapia intensiva. Troppo gravi le ferite alla testa per il ragazzo classe 2004, ogni ulteriore tentativo di salvarlo è risultato vano.

A questo punto ha comunque dell’incredibile la reazione di familiari e amici accorsi al pronto soccorso che hanno da prima completamente devastato la struttura, ribaltando carrelli, distruggendo attrezzature mediche, utilizzando estintori come arieti per distruggere vetrate e capannelli, hanno anche distrutto la macchina per il sangue per portar via la batteria.

All’esterno della struttura la rabbia non si è placata, portando il gruppo a danneggiare una ambulanza, saccheggiata anche della barella.

A seguito delle devastazioni, alle ore 7:30 il direttore dell’USL 1 di napoli, ha decretato la chiusura del pronto soccorso “fin quando la situazione non sarà riportata alla normalità”.

Durante la stessa notte, due giovani a bordo di uno scooter avrebbero esploso diversi colpi di proiettile contro il comando provinciale dei carabinieri.

I colpi, a quanto pare, oltre che contro la stessa arma dei carabinieri, sarebbero stati esplosi anche contro due donne, parenti dell’adolescente che “non sarebbero state in grado di proteggere nel modo corretto il giovane”.

Concludiamo l’articolo unendoci ai ringraziamenti del direttore dell’USL1 verso tutto lo staff medico del pronto soccorso che nonostante la situazione di indubbia complessità, ha saputo mantenere la lucidità, arrivando a dover curare gli stessi soggetti autori delle devastanzioni in modo serie e professionale.

Molti di loro sono risultati anche contusi ma tutti hanno proseguito il proprio lavoro fino alle ore 8:00 quando poi il pronto soccorso è stato chiuso.

È prevista per le ore 20 di questa sera l’apertura del pronto soccorso, comunque necessario per non sovraccaricare la già delicata struttura degli ospedali napoletani.

di seguito i commenti di Valter Mazzetti, Segretario Generale dell'Fsp Polizia di Stato, e di Mauro di Giacomo, Segretario provinciale Fsp Napoli. Al termine dell'articolo anche alcune immagini della folle serata.

Valter Mazzetti, Segretario Generale dell'Fsp Polizia di Stato:

Quanto accaduto stanotte e Napoli, fra rapine, ospedali devastati e sparatorie contro il Comando provinciale dell'Arma, descrive uno scenario impensabile in un paese moderno che voglia dirsi civile.
Quella che si consuma da tempo immemore è una guerra, vera, a suon di pistolettate esplose, stanotte, nel pieno centro di una capitale europea contro il vertice di un'Istituzione che rappresenta lo Stato, dove delinquenti armati sono giunti con l'indescrivibile arroganza di una criminalità fuori controllo.
Si può fingere che non sia così, ma allora tutti continueranno a subire, e la battaglia per la legalità e la sicurezza sarà persa.
La verità è che in questa provincia si vive una situazione straordinaria, che necessita di una risposta straordinaria, prima di tutto con l'adeguamento di norme che consentano all'instancabile, titanico lavoro svolto dalle Forze di Polizia di produrre risultati concreti, duraturi, determinanti, invece di restare come una sola piccola goccia nel mare.
E' guerra, e qualcosa deve cambiare, bisogna avere il coraggio di ammetterlo e mettere in campo misure idonee, con norme più stringenti, strumenti più severi, risposte giudiziarie più immediate, pene certe e reali.
Lo Stato deve riguadagnare la libertà per i cittadini su questa porzione di suolo italiano riaffermando la propria autorevolezza


 Mauro di Giacomo, Segretario provinciale Fsp Napoli:

La realtà del capoluogo campano è talmente vasta e complessa che non assomiglia ad alcuna altra del Paese.
La criminalità è talmente diffusa, radicata, e fuori controllo da permeare di sé la quotidianità di un popolo che vive giornalmente ogni cosa, ogni gesto, ogni attività sotto al giogo della paura e dell'insicurezza.
E gli appartenenti alle Forze dell'ordine continuano il loro lavoro a testa bassa, ma è come se avessero armi spuntate, perché numeri, mezzi e norme non sono dalla parte loro e quindi dei cittadini.



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Ugo Russo

 



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