Era il 31 dicembre del 2017 quando un gruppo formato da tre anarchici (Ghespe, Paska e Giovanni) pizzavano un ordigno alla libreria “il bergallo”, considerata molto vicina a Casapound.

Per disinnescare la bomba è intervenuto il nucleo artificieri della polizia di stato, avvisati a loro olta da una pattuglia della DIGOS che passava casualmente dal luogo.

L’esplosione sembra sia avvenuta a causa di un timer messo lì per decretare l’esplosione della bomba ad un’ora ben precisa, casualmente ora che è coincisa esattamente con l’arrivo degli artificieri.

La tragica coincidenza di orari ha avuto come conseguenza il ferimento di un agente, Mario Vece, che a seguito delle ferite ha perso una mano e l’uso di un occhio.

Il caso aveva chiaramente suscitato l’attenzione di molti, tra cui il sindaco Nardella che aveva duramente condannato il gesto dei tre anarchici.

Non per tutti però il gesto era da condannare.

Per i tre soggetti, accusati di tentato omicidio, una folta schiera di anarchici, antifascisti e giovani provenienti dai centri sociali di tutta italia, esprimevano solidarietà tramite manifestazioni e manifesti.

Nello specifico, il 27 Luglio dello stesso 2017, a Cagliari, un gruppo di antifascisti aveva organizzato per le vie della città un corteo di supporto ai tre attentatori.

Per pubblicizzare la cosa, avevano anche diffuso dei volantini appesi nelle vie del centro del capoluogo siciliano.

Tra tutto però, la parte veramente assurda è il testo del volantino, che cita testualmente:

In solidarietà con Ghespe, Paska e Giovanni, accusati di tentato omicidio per l’attacco contro la libreria di Casapound “Il Bargello”, avvenuto a Firenze nella notte di Capodanno 2017. Durante quest’azione è rimasto ferito lo sbirro ficcanaso che cercava di disinnescare l’ordigno, lasciando sul posto una mano e un occhio. A noi non interessa sapere chi sia stato e continueremo a gioire ogni volta che qualcuno attacca i fascisti, meglio ancora se uno sbirro ci va di mezzo.

 

A seguito della diffusione dei volantini, Valter Mazzetti aveva richiesto a Matteo Salvini di porre attenzione ai fatti successi, per non permettere che la questione passasse inosservata.

Nella lettera si leggeva infatti

Dai manifesti attribuiti agli organizzatori del raduno in programma a Cagliari il 27 luglio si legge chiaro il disprezzo per la vita altrui, poiché si arriva ad inneggiare all’attentato che avrebbe potuto uccidere qualcuno.

e ancora...

si paventa lo svolgimento di un’iniziativa che, visto l’insano messaggio palesato con quei manifesti, potrebbe comportare gravi rischi per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Giovedì 5 Marzo 2020 arriva la sentenza per i 4 attivisti sardi, accusati di Apologia di reato per aver diffuso il volantino (la procura aveva già contestato il reato), esito?

La Gup del Tribunale di Cagliari (Ermengarda Ferrarese) ha ritenuto che il reato contestato fosse configurabile, ma ha assolto il gruppetto dall'accusa di apologia della violenza per la particolare tenuità del fatto.

A questo punto restano solamente molti interrogativi sul messaggio che lo stato sta lasciando ai giovani, domande come quelle di Roberto Calderoli, senatore della Lega e vicepresidente del Senato della Repubblica, che si domanda:

Sono stati assolti per la tenuità del fatto? Ma che messaggio viene dato con questa assoluzione?

Che si può invitare alla violenza e gioire di un uomo in divisa, di un padre di famiglia, rimasto terribilmente mutilato mentre svolgeva il suo dovere?

Non so proprio più cosa pensare...