Carissimi, come già anticipato da Sergio nella comunicazione di avvicendamento alla carica di presidente, si apre per Anfedipol un nuovo corso che, pur in continuità con il precedente, si vuole caratterizzare, fra l’altro, per una serie di iniziative, tese a valorizzare le funzioni, a rimuovere le discriminazioni ed a favorire una progressione di carriera autenticamente meritocratica e motivazionale. Nell’ultimo periodo, complice anche la pandemia ed il comprensibile scoramento per la lunga inerzia sul fronte giudiziario/amministrativo, la nostra attività ha subìto una battuta d’arresto. Ne siamo purtroppo consapevoli, ed abbiamo lungamente affrontato la questione su come migliorare la nostra situazione: bisogna andare avanti con nuovi e più efficaci strumenti! Il primo passo da affrontare era quello di stabilire se andare da soli o con (e quali) altri. Al riguardo, abbiamo lungamente ragionato sulla eventualità di rimanere affiliati al sindacato FSP. In tutta sincerità e franchezza, abbiamo convenuto sul fatto che tale aggregazione non ha dato i risultati sperati. Non abbiamo nulla contro quel sindacato, c’è stata una certa intesa e qualche forma di collaborazione, ma il nostro ruolo, anche per comprensibili equilibri fra consistenze diverse, era piuttosto marginale, al punto da non veder annoverato il nostro logo tra i pur numerosi che compaiono in quella compagine federativa. È evidente che abbiamo bisogno di chi creda e si identifichi nelle nostre battaglie in maniera più compatta e stringente, che ci dia tutto lo spazio di cui necessitiamo, anche ben oltre la nostra (ahinoi) magra composizione numerica, ma soprattutto che abbia la medesima volontà di lottare contro quell’ ”apparato” che ci ha sempre ostacolato e sminuito. Serviva un sindacato emergente, che avesse “fame”, che non volesse fare sconti a nessuno e che fosse impermeabile ad ogni condizionamento di sorta, anche quello semplicemente dettato dal suo essere “generalista”. Per tale motivo, abbiamo deciso di stringere un patto federativo con il nascente sindacato COSAP (Coordinamento Sindacale Appartenenti Polizia), prevedendo espressamente che tutte le questioni che ci riguardino vengano prioritariamente trattate da noi. Massima è la considerazione ed il rispetto che ci sono stati dimostrati, nonché la voglia di iniziare subito le battaglie che meritano di essere combattute. Pertanto, rinnovo, ora più che mai, l’invito a continuare a crederci e ad aggregare quanti più colleghi è possibile, affinché ci venga data nuova forza nel comune interesse di riprenderci, piano piano, quello che proditoriamente ci è stato tolto. L’architettura ordinamentale disegnata col riordino delle carriere è involutiva riguardo allo sviluppo armonioso e comparativo dei ruoli: c’è una china pericolosa nella carriera dei funzionari: di serie A alcuni (pochi) e di serie “cadetta” altri (parecchi), ma avremo modo di parlarne e disvelare le tante mine itineranti disseminate qua e là, tra un alinea e un codicillo, tra un comma e un combinato disposto. A presto e… Usque ad finem!