Come più volte abbiamo tenuto a ricordarvi, il nostro obiettivo con questo portale è quello, oltre che di fornire informazioni costanti e certe, anche quello di realizzare indagini utili a comprendere meglio alcune leggi, alcuni fatti di cronaca o comunque dare voce a tutti gli esponenti delle forze dell’ordine che abbiano voglia e piacere di rendere disponibile la propria conoscenza anche ad un pubblico più ampio.

Su quest’onda abbiamo già lanciato con successo un primo articolo per esaminare la situazione degli incidenti stradali in Italia, un fenomeno che preoccupa e non poco gli esperti del settore in quanto il trend, cioè la riduzione delle vittime, non è più in linea con gli obiettivi posti dall’Europa. È tornato a far parte del vocabolario comune il termine “stragi del sabato sera”, termine che indica le aggregazioni festaiole del fine settimana, durante le quali, i ragazzi in gruppo, assumono sostanze alcooliche per poi mettersi alla guida, spesso se non sempre in stato di ebrezza o ubriachezza, la cui differenza vedremo successivamente.

In questo caso la parola è del presidente di Anfedipol, Dott. Gaetano Barrella che grazie ad una esperienza di oltre quarant’anni nelle forze di polizia, dopo essere già stato Commissario della P. di S. e Comandante della Sottosezione della Polizia Stradale di   Rosignano Marittimo (Livorno), ha dedicato sempre molto impegno anche al racconto, nelle scuole ma non solo, di come riconoscere lo stato di ebrezza, a cosa si va incontro guidando in quello stato, le leggi che lo regolamentano ma soprattutto perché le leggi sono così rigide per un comportamento apparentemente innocuo come quello di bere un sorso di vino in più durante una cena con gli amici.

 

Vi Lasciamo quindi alle parole di Barrella.

    Con questo articolo inizia una nostra rubrica attraverso la quale vorremmo cercare di dare un contributo teso a far comprendere, a chiunque, le ragioni che ci hanno condotto ad avere le regole che governano il nostro vivere quotidiano.  Il primo argomento che intendiamo affrontare vuole rivolgersi ai giovani per tentare di chiarire la differenza giuridico normativa in cui si può trovare un soggetto che ha assunto delle sostanze alcooliche. Speriamo di riuscirci in modo da incidere favorevolmente sulle loro condotte. Siccome la questione richiede un corposo approfondimento, abbiamo deciso di dividere il lavoro in tre parti: questa, in cui cerchiamo di far comprendere la differenza tra l’Ubriachezza e l’Ebbrezza, la seconda in cui cercheremo di far comprendere quali sono i sensi che subiscono alterazioni a causa dell’assunzione di alcool e la terza, in cui spiegheremo gli articoli e le sanzioni previste per chi guida in stato di ebbrezza. In base alle vostre interazioni, qualora vi sia interesse, spiegheremo anche come funziona quella macchina infernale che si chiama etilometro e la differenza tra questo ed il precursore.

    Chiunque assume alcool, a seconda della quantità assunta, deve essere cosciente del fatto che tale assunzione provoca nel proprio organismo l’alterazione di una parte del cervello e quindi la conseguente alterazione del suo stato psico-fisico e, mano a mano che la quantità di alcool assunta nell’organismo aumenta, potremo dire, semplificando allo scopo di far comprendere a tutti, che si troverà in uno stato di alterazione psico-fisica definita ebbrezza la quale, continuando ad assumere alcool,  si aggraverà sino a diventare ubriachezza.

    In pratica, per capirci con molta semplicità, potremo dire, volendo dare una valutazione non scientifica ma di impressione esterna, che la persona nello stato di ebbrezza risulta meno inibita e quindi “più allegrotta” senza ulteriori segnali esterni; solo in alcuni casi, può esternarsi quello che in gergo viene definito, l’alito vinoso, ma questo varia a seconda dei soggetti.

    Nel secondo caso invece, l’ubriaco, si presenta sotto l’effetto delle sostanze alcooliche che hanno già vistosamente alterato lo stato psico-fisico, farfuglia, non è stabile nell’equilibrio del corpo, ha la vista che sdoppia e quindi non centra gli oggetti, fa fatica a prendere un bicchiere o ad infilare una chiave nella serratura.

    In questo caso, quello dell’ubriachezza, la legge ha previsto comunque una sanzione Amministrativa che può essere elevata a chiunque, in qualsiasi luogo[GF3]  pubblico o aperto al pubblico, ( se mi ubriaco a casa, non commetto alcun  illecito) a qualsiasi ora o condizione; tale condotta è prevista e punita dall’Articolo 688 del Codice Penale che prescinde dal fatto che il soggetto sia o meno alla guida, come pure non prevede che l’Ubriachezza debba essere certificata da un apposito strumento.

Per intendersi, non è necessaria la prova dell’etilometro ed il soggetto può essere anche a piedi; in genere si tratta di soggetti che attirano l’attenzione e vengono segnalati.

    Diverso invece il discorso per lo stato di ebbrezza che è punito solo qualora un soggetto si metta alla guida; in questo caso quindi, la norma punisce chi viene trovato alla guida di un veicolo in stato di ebbrezza. Tale stato di ebbrezza deve risultare dalla prova di uno strumento omologato; la pena per la guida in stato di ebbrezza è prevista dall’articolo 186 del Codice della strada; tale articolo prevede una gradualità afflittiva che varia a seconda del livello di alcool trovato nel sangue.

    Di tutta questa parte relativa all’articolo 186 parleremo in modo specifico in un lavoro che affronterà le varie casistiche in base alle quali, man mano che sale il livello di alcool prevedono un aumento delle pene sino a farle diventare un illecito penale anche di grave entità; questo articolo va poi ad incidere, quale aggravante, in eventuali incidenti con feriti o ancora peggio con eventi luttuosi.

    Fatta questa doverosa introduzione relativa alla semplificata differenza, non scientifica, tra i due stati psicofisici in cui normalmente viene a trovarsi la persona che assume bevande alcooliche, occorre, a questo punto, specificare che generalmente l’ubriaco, nella normalità, in comitiva, in genere non dovrebbe essere trovato alla guida in quanto sia gli altri componenti della comitiva, che lui stesso, si rendono conto dello stato di alterazione psico-fisica in cui si trova.

    Nella parte precedente ho usato i termini normalmente e generalmente, in quanto tali situazioni possono essere oggetto di interesse specifico a seconda delle persone e/o delle situazioni in cui si trovano ad assumere alcool; per capirci, ad esempio, se ci troviamo di fronte a casi cronici o a chi ha bevuto per festeggiare o per dimenticare, da solo, magari in casa, in questi casi, tutte le considerazioni che andremo ad analizzare non trovano riscontro. Diverso discorso per quello che invece vogliamo analizzare insieme in questo lavoro e che riguarda il fenomeno delle cosiddette “Stragi del Sabato Sera”: si tratta di un fenomeno che coinvolge nella quasi totalità, i ragazzi che vanno a divertirsi in comitiva il fine settimana.

Ora, avendo eliminato dai nostri ragionamenti lo stato di ubriachezza, cerchiamo di comprendere meglio come possiamo imparare a riconoscere lo stato di ebbrezza.

    Si trova in stato di ebbrezza il soggetto che, nonostante abbia bevuto, e lo fa regolarmente, siccome non si ubriaca, è convinto di “reggere” l’alcool ed in parte, per la sua conoscenza del fenomeno, ha ragione, in quanto è un po’ più allegro, ma non è ubriaco.

È questo lo stadio che maggiormente interessa chi è preposto ai controlli, in quanto la legge è stata emanata proprio per evitare che questi soggetti, che si sentono solo un po' super, possano mettersi alla guida. PERCHE’?

    Cerchiamo di chiarire: in base alla conoscenza comune, è vero, in quello stadio, cioè nello stato di ebbrezza, non si è ubriachi ma è altrettanto vero che vi sono alcune funzioni psichiche e/o fisiche che sono già alterate ed è proprio per questo motivo che il legislatore ha giustamente ritenuto di dover intervenire per impedire a tutti questi soggetti di mettersi alla guida in stato di ebbrezza.

    Come voi tutti sapete, la condizione psicofisica deve essere perfetta per potersi mettere alla guida di un mezzo, altrimenti, la non perfetta condizione, potrebbe essere la causa di danni causati non solo ai mezzi ma, oltre che agli stessi, anche ad altre persone, anzi, in particolare alle altre persone coinvolte. Basta ricordare i ragazzi tedeschi falciati in montagna nelle scorse vacanze natalizie, un numero impressionante provocato da un solo soggetto incoscientemente messosi al volante dopo aver bevuto.

    Nella fase dell’ebbrezza il soggetto non perde delle funzioni ma l’alcool che ha assunto, ne altera alcune tra quelle essenziali, quando si è alla guida; proprio queste funzioni alterate, nell’ambito delle relazioni tra giovani, vengono invece percepite come portatrici di maggiore simpatia ed empatia sull’altro sesso.

    Perché questo? Questa condizione di euforia, deriva dal fatto che la molecola dell’alcool va ad influenzare quella parte del cervello da cui dipende il nostro livello inibitorio da ciò, avremo un soggetto con minor senso del proibito (più sfrontatezza) e maggiore allegria.

    Tale condizione come capirete, può creare con maggiore semplicità le condizioni utili ad allacciare simpatiche relazioni ma, attenzione, sarà proprio la stessa condizione a provocare invece in modo inversamente proporzionale una irrazionale condotta di guida; in pratica più si ha alcool nel sangue, più si è euforici e meno si è idonei a guidare.

Per comprenderci ancora meglio cerchiamo di analizzare quali effetti, dovuti all’assunzione di sostanze alcooliche, vengono provocati nell’organismo umano.

    In questa, che come si è detto all’inizio, è solo la prima parte, ci limiteremo a dire che viene alterata la vista nel senso che il nostro campo visivo si appiattisce e questo comporta non un abbassamento del campo visivo, ma una sua alterazione che proprio nell’ambito della guida ha dei risvolti completamente negativi che possono avere risvolti catastrofici.

   Altro fattore assolutamente negativo riguarda la trasmissione della reattività: come certamente ricorderete, la nostra frenata, è direttamente collegata alla nostra capacità reattiva. Se questa è rallentata si allunga la frenata ed immaginatene le conseguenze.

Un ulteriore dato negativo è dato proprio dalla modifica inerente il nostro senso di inibizione che, se regolare, regola la nostra velocità, ma se alterato, cosa provoca?


In una prossima pubblicazione cercheremo di spiegare cosa materialmente succede alla vista e cosa succede nella catena di trasmissione della reattività.


Ciao a tutti