Come più volte abbiamo precisato, il nostro obiettivo con questo portale è quello, oltre che di fornire informazioni costanti e certe, anche quello di realizzare indagini utili a comprendere meglio alcune leggi, alcuni fatti di cronaca o comunque dare voce a tutti gli esponenti delle forze dell’ordine che abbiano voglia e piacere di rendere disponibile la propria conoscenza anche ad un pubblico più ampio.

Su quest’onda abbiamo già lanciato con successo alcuni articoli come "Morti sulla strada in aumento:analisi del fenomeno" , che rappresenta il primo articolo teso ad esaminare il fenomeno degli incidenti stradali in Italia, un fenomeno che preoccupa e non poco gli esperti del settore in quanto il trend di riduzione delle vittime, non è più in linea con gli obiettivi posti dall’Europa. Nell'occasione si è evidenziato come sia tornato a far parte del vocabolario comune il termine “stragi del sabato sera”, che indica le aggregazioni festaiole del fine settimana, durante le quali, i ragazzi in gruppo, assumono sostanze alcooliche per poi mettersi alla guida, spesso se non sempre in stato di ebrezza o ubriachezza, la cui differenza è stata già esaminata attentamente dal dr. Barrella, Presidente Anfedipol negli articoli relativi alla differenza tra stato di ebbrezza e ubriachezza nella PRIMA PARTE, gli effetti dell'alcol sullo stato psicofisico nella SECONDA PARTE

Per concludere questo serie la parola è nuovamente data al Dr. Giuseppe FRANCO, già commissario capo che ha passato oltre quarant'anni di carriera nella specialità della polizia Stradale, in particolare nella Squadra di P.G di Firenze, alle sottosezioni di Firenze Nord e Montecatini (di quest'ultima è anche stato comandate per oltre venticinque anni). Franco si è quindi espresso basandosi sulle normative in vigore per fugare alcuni dubbi su quanto previsto dalla legge per ogni caso, ad esempio viene esaminata la differenza di trattamento tra giovani neopatentati e da chi invece, superati i tre anni di patente e i 21 anni di età, si mette alla guida dopo il canonico "bicchierino", ma vengono specificate anche le sanzioni pecuniarie e molto altro. 

Vi lasciamo quindi, senza dilungarci troppo, alle parole dl dr. Franco:

    L’abuso di alcool, oltre ad avere gravi conseguenze sulla salute, è una delle principali cause dell’incidentalità stradale (si stima che almeno un quarto degli incidenti abbia come causa esclusiva o concorrente l’assunzione di tale sostanza(1)) ed ha ulteriori sgraditi esiti qualora si è trovati alla guida, di cui i più vengono a conoscenza dal momento in cui l’etilometro documenta la loro positività ed inizia il calvario del blocco del veicolo, dell’impossibilità a guidare, delle sanzioni, degli esami presso la Commissione medica locale.

Cerchiamo, pertanto, di capire meglio quali sono queste conseguenze, senza spingerci in eccessivi tecnicismi ma anche con la consapevolezza che non è pensabile semplificare oltre una certa misura perché, come è stato detto, a semplificare troppo si corre il rischio di falsificare.

Preliminarmente va detto che l’entità e la tipologia delle sanzioni sono correlate al tasso alcolemico riscontrato: più è alto, più gravi sono le sanzioni, che possono riguardare la patente di guida, il veicolo, la libertà personale e le risorse finanziarie del trasgressore.

È considerato in stato di ebbrezza chiunque guida un veicolo (anche non a motore) con un tasso alcolemico superiore a 0,5 grammi per litro (g/l). Fatta eccezione per i conducenti feriti in incidenti stradali e trasportati in ospedale per le cure, nei confronti dei quali l’accertamento è effettuato mediante analisi del sangue, negli altri casi l’accertamento è effettuato, in maniera indiretta, misurando la concentrazione di alcool nell’aria espirata(2) con uno strumento chiamato etilometro, che deve essere omologato e revisionato annualmente, in caso contrario l’accertamento è illegittimo

Altre garanzie (avviso al conducente circa la facoltà di farsi assistere da un difensore, esistenza di una delle tre pre-condizioni previste dalla legge per effettuare la prova, almeno due determinazioni concordanti ad un intervallo di tempo almeno di 5 minuti, ecc.) sono previste a tutela del controllato ma di cui non possiamo occuparci in dettaglio per ovvie ragioni di spazio.

Prima di passare ad esaminare le sanzioni per chi guida in stato di ebbrezza dobbiamo accennare ad alcune particolari categorie di conducenti per i quali il legislatore ha previsto tolleranza zero, nel senso che a costoro è assolutamente vietato guidare dopo aver assunto bevande alcoliche. Non si parla in questi casi di guida in stato di ebbrezza ma più genericamente di guida sotto l’influenza dell’alcool. Queste categorie di conducenti sono:

  •  i giovani, cioè i conducenti di età inferiore a ventuno anni;

  • i neo patentanti, conducenti nei primi tre anni dal conseguimento della patente di guida di categoria B, che in genere sono anche giovani ma non necessariamente;

  • i cosiddetti conducenti professionali, cioè coloro i quali esercitano professionalmente l’attività di trasporto di persone e cose per conto terzi ( taxisti, NCC, conducenti di autobus, camionisti, ecc.);

  • i conducenti di mezzi pesanti, cioè autoveicoli di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5t e di autobus, ancorché conducenti non professionali (es. il magazziniere che occasionalmente guida un camion o l’appartenente ad una qualsiasi Associazione che, munito di patente cat. D, guida un pulmino a più di nove posti).

Se un conducente appartenente ad una delle suddette categorie è trovato alla guida di un veicolo con un tasso alcolemico superiore a zero (ma non superiore a 0,5 grammi per litro (g/l, perché in tal caso si troverebbe in stato di ebbrezza) è punito con la sanzione amministrativa di euro 168,00, da pagare entro 60 giorni. Se poi in tali condizioni ha provocato un incidente (nel senso che è responsabile o corresponsabile dell’incidente) la sanzione è raddoppiata. Non è prevista alcuna misura sulla patente di guida e sull’utilizzo ulteriore del veicolo, bensì solo la decurtazione di 5 punti.

Vediamo ora le sanzioni per qualsiasi conducente che guida in stato di ebbrezza, ossia con tasso alcolemico superiore a 0,5 g/l, distinte in tre fasce sanzionatorie in ordine crescente di afflittività e di tasso alcolemico; la prima costituisce un illecito amministrativo e le due successive reati contravvenzionali di competenza del Tribunale in composizione monocratica:

  1. sanzione amministrativa da euro 544,00 a euro 2.174,00 e sospensione della patente di guida da tre a sei mesi, qualora sia stato accertato un tasso alcolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 g/l;

  2. ammenda da euro 800,00 a euro 3.200,00 e arresto fino a sei mesi, nonché sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno, qualora sia stato accertato un tasso alcolemico superiore a 0,8 e non superiore a 1,5 g/l;

  3. ammenda da euro 1.500,00 a euro 6.000,00 e arresto da sei mesi ad un anno, nonché sospensione della patente di guida da uno a due anni, se il tasso alcolemico è superiore a 1,5 g/l . In questa ultima ipotesi è prevista la confisca del veicolo, salvo che esso appartenga a persona estranea al reato (il concetto di appartenenza è diverso da quello di proprietà, per cui a nulla giova se il veicolo è intestato ad un familiare qualora di fatto il conducente ne ha la piena disponibilità). Se non è possibile sequestrare il veicolo per la successiva confisca, la durata della sospensione della patente di guida è raddoppiata. La patente di guida è revocata in caso di recidiva nel biennio o nel caso si provochi un incidente stradale.

Le sanzioni di cui sopra, sia quelle principali che accessorie, sono raddoppiate se il conducente ha provocato un incidente stradale ed è, inoltre, previsto il fermo amministrativo del veicolo per 180 giorni nelle prime due ipotesi (A. e B.), la confisca nella terza ipotesi (C.), sempre salvo che esso appartenga a persona estranea al reato.

Il trattamento sanzionatorio sopra tratteggiato è inasprito nei confronti di quelle particolari categorie di conducenti viste prima (giovani, neopatentati, professionali e di mezzi pesanti) o qualora il fatto sia commesso in ore notturne (dopo le 22 e prima delle 7).

L’esatta durata del periodo di sospensione della patente è determinata dal Prefetto nell’ipotesi di illecito amministrativo (A.) e dal Tribunale nelle due ipotesi penali (B. e C.), sulla base della gravità dello stato di alterazione e delle conseguenze prodotte. Nelle due ipotesi penali, la sospensione è applicata in via cautelare  dal Prefetto, in attesa della sentenza, per una durata massima di 2 anni; tale periodo (c.d. pre-sofferto) sarà detratto dal periodo di sospensione deciso dal Giudice con la sentenza definitiva.

Come se non bastasse, a queste sanzioni va ad aggiungersi il girone infernale della visita medica presso la Commissione medica locale: infatti, il Prefetto, con la stessa ordinanza con cui dispone la sospensione della patente, ordina al conducente di sottoporsi a visita medica di revisione allo scopo di accertare che non sia un bevitore abituale. Se il conducente a seguito della visita medica presso la Commissione medica locale risulta essere un etilista cronico, la patente di guida è revocata con provvedimento definitivo del Ministero dei Trasporti. In ogni caso, la restituzione della patente è condizionata ad un programma di controllo esteso negli anni che determina periodi limitati di rinnovo della stessa.

Nel raccomandare di non mettersi alla guida dopo aver assunto alcool, vogliamo chiudere questo articolo rendendo noto che esistono una serie di istituti giuridici che attenuano, e di molto, l’afflittività delle suddette sanzioni ( es. l’esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, il lavoro di pubblica utilità, la c.d. sospensione della sospensione, cioè la possibilità di guidare per particolari motivi e in ore stabilite durante il periodo di sospensione della patente, ecc.) ma di questo parleremo magari un’altra volta.



(1) L’ISTAT ha da sempre incontrato serie difficoltà ad una rilevazione attendibile circa le cause degli incidenti legati allo stato di alterazione psicofisico dovuto all’assunzione di alcool, tanto che, a partire dall’anno 2009, ha scelto di sospendere la diffusione di tale dato, ritenendolo sottostimato se comparato con l’esito di ricerche nazionali e internazionali (Commissione europea, OMS) che stimano in almeno il 25% gli incidenti dovuti, come causa esclusiva o concorrente, all’assunzione di tale sostanza .

(2)La presenza di alcool nell'organismo è generalmente espressa in due unità di misura:

  • Il BRAC (Breathing Alcohol Concentration) cioè la concentrazione di alcool nell'aria espirata, espressa in milligrammi per litro di espirato;

  • Il BAC (Breathing Alcohol Concentration) cioè la concentrazione di alcool nel sangue, espressa in mg/ml (milligrammi per millilitri di sangue) oppure in g/l ( grammi per litro di sangue). Per convertire un valore espresso in BRAC in BAC occorre tener presente che esiste un rapporto di diretta proporzionalità tra quantità di alcool presente nell'aria espirata e quantità di alcool nel sangue pari a 2.300:1.

Pertanto, 1 mg per litro di aria (BRAC) corrisponde a una concentrazione alcolica di 2.300 mg per litro di sangue, ossia a 2,3 g/l (BAC) = 0,23%. Con riferimento alle unità di misura utilizzate dal CDS, cioè grammi per litro (g/l), ad 1 g di alcool in un litro di sangue corrisponde mediamente un grammo di alcool in 2.300 litri di espirato. L’etilometro, che misura come abbiamo detto la concentrazione di alcol nell’aria espirata , provvede automaticamente alla conversione in grammi per litro di sangue in ragione del predetto rapporto di diretta proporzionalità.