Anfedipol ha chiesto un'autorevole intervento del Capo della Polizia per porre fine alla continua disapplicazione delle norme tese a garantire la parità di trattamento economico e pensionistico tra gli operatori delle forze di polizia. 

Vi alleghiamo quindi la lettera del presidente Barrella per la richiesta di applicazione dell'articolo 54 anche agli appartenenti alla polizia di stato e vi ricordiamo che restiamo a disposizione per qualsiasi dubbio, potete infatti recarvi nella sezione contatti (potete anche premere QUI) e scrivere direttamente ad alcuni membri del direttivo. Contemporaneamente, il nostro consiglio è quello di usare la chat di AGORA', disponibile cliccando (QUI).


La presente segue alla ns. pari oggetto trasmessa il 18.02.2020.
    Siamo perfettamente consapevoli della delicatezza del periodo, purtroppo segnato dall'emergenza sanitaria Covid, ma su di noi grava la responsabilità non rinviabile di dare voce a quei colleghi Commissari che per loro sfortuna sono andati in pensione per raggiunti limiti di età con un parametro stipendiale di 12 punti inferiore a quello che già avevano nella qualifica inferiore (Sost.Comm. Coord.) e a quelli che, nella migliore della ipotesi, ci sono andati o ci stanno andando con l'identico parametro (148) che parimenti avevano già nel 2017 prima di concorrere per il ruolo dei Funzionari.
    Questa è una gigantesca stortura che il Dipartimento non può ignorare perché esprime il dato inconfutabile che nulla è stato riconosciuto con l'acrobazia 'riparatrice' ideata con il riordino delle carriere e si va a sommare a tutti i danni già subiti precedentemente, dal 1995 al 2017: ecco perché ci auspichiamo che sul punto, grazie ad un Suo autorevole intervento, sia individuato un percorso amministrativo idoneo a rivedere la questione.
    Ma oltre a ciò brucia, in maniera viva, sulla pelle dei colleghi - di tutti i ruoli e qualifiche - che a poco a poco se ne stanno andando in pensione l'ennesima disparità di trattamento con le altre forze di polizia.
    La parola d'ordine, soprattutto dopo la Legge delega Madia n. 124/2015, è stata, e dovrebbe essere 'equiordinazione' tra tutto il personale delle forze di polizia civili e militari ma a ben vedere accade che i pochi e residuali istituti propri della Polizia di Stato siano stati sistematicamente estesi anche all'Arma, Finanza e Militari mentre le prerogative di questi ultimi pare non possano - per reciprocità - essere estesi alla Polizia di Stato.
    Già nel 2010 (L. 183/2010) fu affermata la specificità del personale del Comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico che, all’articolo 19, statuisce l’omogeneità di trattamento economico, pensionistico e previdenziale tra le sue varie componenti.
    1)      La Polizia di Stato è la prima forza di polizia, esprime l'Autorità di Pubblica Sicurezza nel Paese;
    2)     coordina le altre forze di polizia anche militari;
    3)     è militarmente organizzata;
    4)    i poliziotti a bordo dei mezzi e in fondina hanno armi da guerra;
    5)     poliziotti e carabinieri, senza girarci tanto intorno, nella sostanza fanno lo stesso lavoro.
    Eppure quando si tratta di fare il calcolo della pensione ai famosi due gemelli arruolatisi lo stesso giorno 31.12.1983, uno nell'Arma dei Carabinieri e l'altro nella Polizia di Stato, al primo si applica la percentuale prevista dall'art. 54 d.P.R. 1092/73 (44%) mentre al secondo no. Il risultato è che il poliziotto ne esce economicamente penalizzato nell'assegno di pensione.
    Nel 2005, finanche l'INPDAP (circ. n. 6, 23.03.2005 diretta al Dipartimento della P.S. e ad oggetto «gestione delle attività pensionistiche del personale della Polizia di stato»), considera sì la Polizia di Stato un’Amministrazione Civile ma ad "ordinamento speciale" e dunque in tema di pensioni i poliziotti non possono che essere destinatari delle norme speciali che riguardano le Forze di Polizia o il personale militare.
    Anche alla luce delle pregresse indicazioni, d.lgs. 12 Maggio 1995 nr. 95 in cui è stabilito che il rapporto d’impiego è unico per tutto il personale del predetto comparto, va tenuto conto che la specificità degli operatori del Comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico nel calcolo pensionistico non consente diversificazioni di trattamento.
    Ad oggi sono numerose le sentenze che riconoscono il diritto alla percentuale del 44% prevista dall'art. 54 d.P.R. 1092/73. Alcune di queste riguardano poliziotti e vi è qualche pronunciamento che riconosce il diritto al pari trattamento.
    Questa O.S. richiama l'attenzione del Dipartimento affinché sia scongiurata un'altra, l'ennesima, discriminazione tra operatori delle FF. di PP. e sia invece salvaguardata l’unicità di trattamento pensionistico per chi si arruolò negli anni 1981, 1982 e 1983 e che quindi si trovi nella posizione di aver maturato più di 15 anni di servizio utile al 31.12.1995.
In attesa di un urgente positivo riscontro si coglie l’occasione per porgere i migliori saluti.
 
Firenze, 08.04.2020
IL  PRESIDENTE
dott. Gaetano Barrella