Il 14 agosto 2018 crollava un tratto del Viadotto del Polcevera di Genova, meglio conosciuto come Ponte Morandi, a seguito del quale quarantatre persone hanno perso la vita ed alcune decine sono rimaste ferite. Nei giorni immediatamente successivi, sull’onda delle emozioni che la vicenda aveva suscitato nella pubblica opinione, autorevoli esponenti di governo del tempo dichiararono che sarebbe stata revocata la concessione autostradale ad Autostrade per l'Italia (ASPI), gestore non solo  della Autostrada A10 - Genova-Ventimiglia interessata dal crollo ma di ben 3.020 km di rete autostradale, cioè quasi la metà dell’intera rete autostradale italiana.

Da allora, l’acceso dibattito sulla revoca verte essenzialmente sulla opportunità del provvedimento prima ancora che la magistratura abbia accertato con sentenza definitiva le responsabilità e sull’eventuale indennizzo miliardario che lo Stato dovrebbe  pagare ad ASPI in caso di revoca. Non intendiamo prendere posizione sulla prima questione, data la natura anche essenzialmente politica della decisione, ma fornire alcuni elementi di valutazione sul tema relativo all’indennizzo, data l’entità della somma, in un momento in cui vengono lesinate ben più modeste risorse per le legittime esigenze degli operatori di polizia.

Pur consapevoli della complessità della questione (il rapporto tra lo Stato, rappresentato da ANAS,  e ASPI è regolato da un Convenzione di ben 40 pagine,  da ulteriori Atti aggiuntivi e decine di Allegati) vorremmo far notare che:

  • La Convenzione è un atto giuridico negoziale con il quale due o più soggetti ( ANAS ed ASPI in questo caso) costituiscono, modificano o estinguono tra loro un rapporto giuridico,  che produce effetti nei confronti dei soli soggetti che l'hanno conclusa e dunque, per quanto ci risulta, non può derogare norme primarie di diritto pubblico quali sono le norme del Codice della strada.
  • Le norme primarie che regolano il rilascio  e la revoca di autorizzazioni e concessioni in materia di strade e autostrade sono contenute nel Titolo II del Codice della Strada, il cui articolo 27, al comma 5, recita testualmente : “I provvedimenti di concessione ed autorizzazione di cui al presente titolo, che sono rinnovabili alla loro scadenza, indicano le condizioni e le prescrizioni di carattere tecnico o amministrativo alle quali esse sono assoggettate, la somma dovuta per l'occupazione o per l'uso concesso, nonché la durata, che non potrà comunque eccedere gli anni ventinove. L'autorità competente può revocarli o modificarli in qualsiasi momento per sopravvenuti motivi di pubblico interesse o di tutela della sicurezza stradale, senza essere tenuta a corrispondere alcun indennizzo.
  • Sul fatto che il crollo del Ponte Morandi, come le prime risultanze delle indagini fanno emergere, anche rispetto ad  episodi di carente manutenzione di altre tratte autostradali, costituisca motivo di tutela della sicurezza stradale, non sembrano esserci dubbi.  


Ringraziamo di cuore il Dr. Franco, con il quale abbiamo già collaborato per la realizzazione dell'ottimo articolo, che ha riscosso anche un ottimo successo, riguardante l'analisi dell'incremento degli incidenti sulle strade e autostrade Italiane (articolo che potete leggere cliccando QUI).

Il dr. Franco, che ha redatto per intero anche questo testo, ha un'esperienza di oltre quarant'anni all'interno della polizia stradale che gli permette di avere una conoscenza approfondita di moltissimi aspetti riguardanti quel mondo, per questo crediamo che i sui articoli possano essere di aiuto alla comprensione di molti casi, anche mediatici come quello appena analizzato.

vi ricordiamo in conclusione che sono attive le mail dei referenti di ANFEDIPOL disponibili nella sezione contatti (https://anfedipol.it/contatti) oltre che la mail info@anfedipol.it alla quale vi consigliamo di scrivere per qualsiasi dubbio, suggerimento, collaborazione e per ogni altra richiesta di ogni genere.