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Questa rubrica nasce dall’idea di poter offrire nuovi strumenti per osservare la nostra vita quotidiana con una maggiore consapevolezza e coscienza, attraverso l’aiuto di esperti che ci forniranno il loro punto di vista come in un’informale chiacchierata davanti ad un ottimo caffè.

Ma partiamo dall’ospite: lui è l'On. Manfredi Potenti, del gruppo Lega Salvini Premier, componente della commissione Giustizia, nonché Segretario della Commissione speciale d’inchiesta, in sede bicamerale, sugli Ecoreati.


Innanzitutto, come sta? Come sta vivendo questa quarantena?

Tutto bene, sto continuando a restare in contatto con tutte le Istituzioni, i colleghi e la base del Partito attraverso le varie piattaforme informatiche e telefonicamente… Anche noi parlamentari non siamo esenti dal lockdown!


Certamente, quello non lo mettevamo in dubbio!

Vorremmo iniziare chiedendole, da quello che ha ovviamente potuto notare attraverso la sua particolare visione data la carica ricoperta, in che cosa si sono evidenziati i cittadini italiani rispetto a quelli dei principali Stati europei?

Diciamo in primis che il comportamento con il quale abbiamo fronteggiato la recrudescenza del virus ha determinato immediatamente delle imposizioni in forma più restrittiva e per un periodo di tempo più prolungato rispetto agli altri paesi comunitari. Inoltre, c’è da considerare che le famiglie italiane sono quelle che a livello europeo hanno un minor tasso di indebitamento per nucleo familiare rispetto ai redditi conseguiti. Questo è un esempio che riporto perché abbiamo ricevuto nei giorni scorsi delle grandi accuse da parte dei paesi come l’Olanda e la Germania rispetto a richieste che l’Italia faceva su misure di condivisione dei debiti per far fronte all'emergenza Covid-19. Ebbene, c’è da dire che parliamo della stessa Olanda che vanta il maggior indebitamento delle famiglie rispetto ai redditi, quindi quello che penso è che quando ci confrontiamo in Europa con Paesi che vogliono farci la lezione sulla gestione economico-finanziaria del Paese devono essere consapevoli che parlano con un Paese europeo con il maggior numero di risparmio all'interno di quelle che sono le formule azionarie e conti correnti rispetto a tutti gli altri Paesi d’Europa… Perlomeno nella media, poi ovviamente ricordiamoci di tutte quelle famiglie in gravissime situazioni e che non riescono più a fare risparmio. Però, ecco, diciamo che questo secondo me deve essere un elemento da ricordare e far emergere per poter puntare i piedi con l’Europa e non andare col cappello in mano a far elemosina…


Come potremmo trovare in tutto ciò una soluzione?

Una proposta risolutiva potrebbe essere quella di vendere alle imprese e alle famiglie italiane il nostro debito pubblico e non andarlo a regalare agli altri Paesi europei più ricchi, i quali come abbiamo constatato non vogliono aiutare chi sta in difficoltà. In questo modo si avrebbe una riacquisizione di risparmi e di ricchezza immediata con la promessa che questa sarà poi restituita per poterla far rientrare prontamente in circolazione, una volta scaduti i titoli, sotto forma di una maggiore liquidità per tutti.


Proseguiamo pensando per un attimo al dopo Covid-19: se le chiedessimo di fare un breve salto nel futuro (un po’ alla Marty McFly) che cosa si aspetterebbe sinceramente di vedere, parlando anche della quotidianità delle nostre famiglie?

Sicuramente una grande cautela nella spesa, nella circolazione e nel controllo di quelle che sono le minime misure sanitarie che in questi giorni ci hanno insegnato di mantenere. Sarà probabile un po’ di diffidenza con le persone che non conosciamo, a volte con una limitazione di frequentazione di ambienti affollati e soprattutto con un certo grado di incertezza del futuro. L’emergenza ci ha insegnato che improvvisamente ci possiamo trovare privi di tutto, compresa la possibilità di lavorare e quindi di portare liquidità in casa, probabilmente questo incrementerà ancora di più la propensione al risparmio delle famiglie… Cioè, secondo me, il risparmio si altererà ancor più in senso peggiorativo e lo dico perché i soldi son fatti per circolare, un po’ come il sangue nelle vene: quando non circola, il corpo si ferma!
In pratica la maggior cautela negli acquisti da parte delle famiglie e la maggiore propensione al risparmio si tradurranno in un rallentamento della ripartenza economica.


Quando potremo vedere un primo miglioramento?

Il miglioramento si vedrà da subito, dal momento in cui ritornerà una libera circolazione delle persone (forse Giugno, forse Settembre), ma con un ritmo di crescita estremamente lento. 
La ripartenza sarà minimale iniziando con tutte quelle attività commerciali e sociali caratteristiche dei territori e successivamente, con po' di pazienza, proseguendo con una ripresa di tutte quelle attività che invece hanno bisogno di una maggiore e massiva partecipazione collettiva, penso ad esempio a tutte le strutture socio-ricettive turistiche, a tutte le iniziative di spettacolo, come concerti e feste, che appunto chiuderanno le fila e saranno le ultime a riprendere.


Facciamo allora un salto indietro e ritorniamo ad oggi: quali potranno essere le basi iniziali da porre per accelerare questa ripartenza?

In primis, molto “semplicemente” far circolare liquidità, anche se è brutto parlare di cose materiali, ed in secondo luogo premetto che sono due gli aspetti che oggi agli italiani sono mancati: la possibilità di un ricovero morale e spirituale, come il ritrovarsi in chiese o in altre sedi religiose, e la reale mancanza di copertura economica per tutte le aziende e per i privati, penso ad esempio ai giovani o alle famiglie che facendo negli scorsi anni anche attività di lavoro stagionale, oggi si ritrovano purtroppo in cassa integrazione, con uno stipendio ridotto o addirittura senza neppure questo. Detto ciò secondo me i pilastri da porre per accelerare questa ripartenza sono da una parte cercare di riattivare un supporto spirituale per dare la possibilità alle persone di potersi rivedere nei luoghi religiosi e dall'altra di poter tornare il prima possibile negli spazi di quotidianità economica, dove si svolge la vita lavorativa delle persone, con tutte ovviamente le cautele del caso.


Parlando invece in termini sociologici, siamo tutti d’accordo che l’impatto del virus è stato dirompente ed ha mutato la quotidianità di milioni di famiglie italiane: secondo Lei, sorvolando per un attimo la crisi economica, per quanto il virus rimarrà nelle menti e nelle abitudini delle persone?

Dipenderà sicuramente da quanto si protrarranno le misure di contenimento, però dico anche che siamo in una società che fa presto a dimenticare tante cose, questo perché la memoria ormai è dettata dai tempi della informatica e dell’informazione. Quindi diciamo che da una parte assisteremo ad un veloce dimenticare quello che è stato e dall'altra però vedremo una continuità di ciò che abbiamo vissuto sotto forma di tutte quelle abitudini che non saranno immediatamente dismesse, penso ad esempio al lavoro a distanza e alle tante attività professionali che potranno continuare ad utilizzare tutti i canali telematici ed informatici che si sono attivati. C’è da dire però che una volta ripresa la nostra quotidianità sicuramente tutto quello che è passato ahimè andrà a perdersi, anche perché in questi giorni stiamo riprendendo contatto con parenti e famiglie dopo tempo e questo forse più avanti farà sì che il tutto si trasformerà in un lontano bel ricordo nostalgico, come comunemente tutto quello che fa parte della vita: spesso o volentieri siamo soliti apprezzare quello che abbiamo quando banalmente non è più nostro…


Già effettivamente questo è un punto di vista al quale non avevamo pensato!

Rivolgendosi invece al mondo del lavoro, Lei poco fa ha introdotto l’argomento “occupazione”: se aprissimo adesso la sfera di cristallo che cosa ci saprebbe indicare sul tema turismo?

La fortuna è che abbiamo qualcosa che non si può esportare, come le nostre bellezze naturalistiche, architettoniche e storiche… È quindi da lì che ripartiremo! È chiaro però che in futuro dovremo rivalutare il nostro modo di fare turismo: oggi è andato in crisi principalmente, quel sistema di imprese che lavora spesso e volentieri nell’ “egoismo”, non in senso spregiativo ovviamente, ma riferendomi alla parcellizzazione di tutte le attività che troviamo anche nel turismo e che hanno saputo fare poco sistema tra di loro. Probabilmente nel futuro assisteremo a forme di coesione e di associazionismo molto più marcate e spinte rispetto a quelle che abbiamo conosciuto fino ad oggi. Questo perché se lo Stato non ha garantito l'aiuto economico che questi enti si aspettavano, è chiaro che dal punto di vista associativo potrà esserci un maggiore vantaggio: se io fossi un esercente del settore turistico, mi preoccuperei di creare canali preferenziali attraverso cui fare ricorso al credito, trovandomi in difficoltà dovrò necessariamente aggregarmi con altre aziende e creare così una massa di “peso” molto più forte che possa condizionare tale concessione per filiere specifiche e specializzate in questo caso del turismo, bypassando direttamente lo Stato lento e poco operativo rispetto a esigenze pratiche.


Concludiamo con questa ultima domanda, ringraziandola della disponibilità che ci ha offerto: vorremmo chiederle un messaggio di speranza, una keyword, che possiamo portare con noi, nella nostra quotidianità già da domani?

Io mi auguro che questa esperienza maturi in tutti noi la convinzione e la necessità che in alcuni momenti dobbiamo saper essere anche Comunità: condividere il bello e il brutto dei problemi che fanno parte di un insieme di persone che si trovano a vivere in una data area geografica e che in essa normalmente mettono insieme valori e principi comuni. Faccio appello a tutti quelli che sono i miei concittadini, i miei corregionali, i miei compaesani: tutti insieme ce la possiamo fare! Un po’ per uno, nell’egoismo, probabilmente no… Quindi da questa esperienza spero derivi in futuro quella grande forza che deve nascere dalle origini, rispolverando quelle tradizioni dei nostri avi di fare sistema nel momento della difficoltà!
Grazie a voi ed una buona giornata a tutti!